Come si Gioca a Donna di Picche

Di seguito è riportata una guida con le istruzioni per giocare con le carte a Donna di Picche. Un gioco davvero semplice da spiegare agli amici e molto divertente, volto ad animare una serata in compagnia di persone allegre e con tanta voglia di divertirsi.

I partecipanti a questo gioco dovranno essere da un numero minimo di sei a quanti ne volete. Da un mazzo da 52 carte, togliete tre donne, lasciando solo quella di picche. Poi il mazziere darà le carte in senso orario. A questo punto i giocatori, guardando le carte, scarteranno le coppie, cioè le carte che hanno uguale valore, indipendentemente dal seme.

A questo punto, il giocatore alla sinistra del mazziere porge le sue carte, coperte e aperte a ventaglio, al giocatore seduto alla sua sinistra. Questi ne dovrà pescare una. Se la carta pescata gli permette di formare una coppia con le carte che ha in mano, le scarta, altrimenti terrà la carta pescata insieme alle altre. Poi offrirà le sue carte alla stessa maniera al suo vicino e così via.

La donna di picche, sarà l’unica carta che non potrà essere accoppiata, e chi la possiede deve fare in modo di non far capire nulla agli altri giocatori, in modo da potersene liberare. Chi, accoppiando le carte resta senza, esce vincente dal gioco. Perderà chi rimarrà con la donna di picche in mano.

Come Giocare a Dominio con le Carte

Il gioco delle carte è uno dei giochi più utilizzati, soprattutto durante le serate natalizie tra gli amici e parenti che si ritrovano in compagnia. Rallegrano le serate e risultano essere tra gli intrattenimenti più graditi. Ecco di seguito le regole per giocare al domino con le carte.

Si toglieranno dal mazzo gli otto, i nove e i dieci. Poi il mazziere distribuirà tutte le carte. Inizia a giocare il giocatore alla sinistra del mazziere che però deve aprire il gioco con un sette. Se non ha un sette dirà “passo” e inizierà il giocatore seguente, o comunque chi avrà il sette. Scopo del gioco è quello di formare delle scale sul tavolo, attaccando le carte a una a una.

Quando il primo sette è sul tavolo, il giocatore che segue può attaccare un otto o un sei dello stesso seme, oppure giocare un altro sette. Se non ha nessuna di queste carte dice “passo”. Tocca allora al vicino attaccare una carta. Vince chi per primo esaurisce le sue carte. Naturalmente un buon giocatore cercherà di passare il meno possibile, attaccando per prime le carte che potranno essergli utili più avanti.

Chi ha, per esempio, un asso di cuori, attaccherà al più presto il sei di cuori, in modo da aprire la strada all’asso. Se invece ha delle carte centrali aspetterà ad attaccarle in modo di far passare gli altri giocatori. Tenere in mano un sette, se non si hanno carte dello stesso seme come assi, due, donne e re, è l’ideale per mettere in difficoltà gli altri “bloccando” il loro gioco. E’ però proibito passare quando si ha la possibilità di attaccare una carta o si ha in mano un sette.

Consigli Utili per Dimagrire

Ce l’abbiamo fatta. Siamo sopravvissuti alle vacanze e alla prova costume. Anzi, siamo stati anche più bravi perché, anche se le ferie sono state concentrate, abbiamo sfruttato il tempo a disposizione per tutti i buoni propositi di muoverci di più e mangiare meglio. Bene, adesso che siamo tornati al lavoro non resta che preservare un po’ di questa solare energia vacanziera e trasformare in abitudini i benefici della bella stagione. Poiché le abitudini cambiano con le stagioni, però, per restare in forma non dobbiamo semplicemente ripetere per il resto dell’anno quello che abbiamo fatto in estate. Sarebbe materialmente impossibile e finiremmo per sentirci frustrati. L’idea è piuttosto quella di mantenere alta l’attenzione al nostro benessere a partire dalla nostra alimentazione, con tre semplici mosse quotidiane.

Teniamo un diario alimentare. Chi è stato seguito da un dietologo o da un nutrizionista sa che questo è il primo compito “dimagrante”, prima ancora di decidere che cosa mettere sotto i denti. Scrivere nero su bianco quello che mangiamo (t-u-t-t-o quello che mangiamo e beviamo) è spesso sconvolgente: sulla carta “si vede” quanto la nostra idea di alimentazione sana sia in realtà costellata di merendine, snack, fuoripasto e altrettanto manchevole di acqua, frutta e verdura. Questi gli errori più comuni che emergono, anche da parte di coloro che sostengono di ingrassare per colpa di un fantomatico “metabolismo lento”. Se all’elenco (completo) del cibo aggiungiamo l’annotazione dell’orario avremo un elemento in più su cui basarci per comprendere meglio il nostro stile alimentare. Secondo gli esperti ci sono tre chilogrammi che ballano a seconda che seguiamo questo accorgimento o meno. Con lo smartphone peraltro è ancor più facile e discreto di un tempo e sono moltissime le applicazioni con il diario alimentare, talune con anche il calcolo delle calorie.

Utilizziamo sempre la stessa bilancia e pesiamoci alla stessa ora, ma senza esagerare. In questo modo è possibile verificare i progressi che si stanno ottenendo. La bilancia deve essere precisa, meglio se si utilizza una bilancia impedenziometrica, in grado di fornire numerosi dati aggiuntivi oltre al peso.

Non saltiamo i pasti. La precisione svizzera con cui ci si sedeva a tavola un tempo è quasi per tutti un ricordo lontano. Ciò non toglie che la famosa regola dei 5 pasti (3 principali e 2 spuntini) andrebbe sempre rispettata e senza fare accumuli. Il fisico deve avere il tempo di assimilare con calma… la stessa calma che dovremmo mettere nel masticare e nel deglutire. Saltare il pasto non insegna al corpo a non sentire la fame. Anzi, lo metterà in allarme, spingendolo a mangiare più voracemente la prima cosa che capiterà a tiro (tipicamente il junk food delle macchinette) o a ingurgitare il cibo senza misura al pasto successivo. Anche qui le conseguenze si pagano, con quattro chilogrammi in più per la precisione.

Non mangiamo fuori casa. Senza condurre volere condurre una vita monastica, sappiamo però benissimo che uscire a cena ci fa mangiare e bere un po’ più del solito. Quel tanto che basta, secondo gli esperti, per mettere su due chili e mezzo in più se quella dell’uscita è un’abitudine settimanale. In realtà, il problema si pone anche invitiamo a casa gli amici, perché tendenzialmente non offriremmo un’insalatina scondita. Come risolvere la nostra voglia di socialità, allora? Con una cintura un po’ più stretta a ricordarci di piluccare e bere meno mentre chiacchieriamo con gli amici all’aperitivo o in attesa del cinema.

Come Giocare a Domino

Di certo hai visto o sentito parlare del gioco del domino, quello con le classiche tesserine. Nel caso che, però, tu non ne conosca ancora le regole (anche se semplicissime), questa guida potrebbe davvero esserti molto utile, chiarendo eventuali dubbi, e dandoti comunque lo spunto per giocarci anche tu con estrema semplicità.

Il gioco del domino è molto antico, risalente al X secolo, ed è formato da 28 tessere, ciascuna “divisa” a metà da un segno. In ciascuna è rappresentato un numero. Considera che i numeri possono variare tra lo 0 ed il 6, che, come detto ogni carta ne contiene una coppia, e che il numero massimo di giocatori è 4.. Al momento di iniziare il gioco, le tessere vengono capovolte (e quindi non saranno visibili i numeri), e ne verranno distribuite 7 per ogni giocatore. Questo vuol dire che se si è meno di 4 rimarranno delle tessere che dovranno essere posizionate al centro del tavolo. Se si è in 4 non resteranno tessere.

Poniamo il caso che tu abbia la tessera con i numeri 6-6. Questo vuol dire che sarai tu ad iniziare e potrai proseguire se hai altre tessere con un 6, che quindi puoi andare a “legare” con quella precedente.. Ad esempio se hai anche la tessera col 6-5 poi ne puoi legare una che ha il 5 e così via. Appena non avrai più tessere da poter collegare dovrai prenderne una dal centro del tavolo e se puoi legarla prenderne un’altra.

Quando non potrai più attaccarne, il gioco passerà al giocatore che si trova alla tua sinistra, proseguendo a “legare” tutte le tessere possibili e continuando allo stesso modo per gli altri giocatori, fino al momento in cui nessuno avrà più tessere da “legare”. Vince la partita colui che è riuscito a legare tutte le tessere, oppure, in alternativa, chi ha meno punti (dal momento che se hai tessere con numeri bassi significa che sei riuscito a fare più “collegamenti” degli altri). I punti si contano sommando i numeri contenuti nelle varie tessere, ad esempio se in una tessera ci sono il 2 ed il 4, i punti saranno 6, e così via.

Come Configurare Host Virtuali in Apache HTTP Server

L’hosting virtuale non è altro che il metodo che consente ad un server fisico di ospitare più di un dominio (per esempio, sito1.com, sito2.com). L’hosting virtuale è prevalentemente presente negli ambienti condivisi del web hosting, dove possono essere collocati centinaia o più siti web o blog e sono confezionati in un unico server dedicato per ammortizzare i costi di manutenzione del server.

Tu non sei una società di web hosting? Non preoccupatevi, l’hosting virtuale può essere utile anche a voi. Ad esempio, è possibile inserire più siti web su un tuo VPS che si affitta, risparmiando sul costo. Per servire più domini su un VPS, è sufficiente configurare molti host virtuali sul proprio server web, e basta puntare i domini sull’indirizzo IP statico del vostro VPS.

Grazie alla sua utilità, l’hosting virtuale è supportato da tutti i moderni software di web server come Apache, Nginx, Lighttpd, IIS. In questo tutorial, vi mostrerò come creare e attivare gli host virtuali in Apache HTTP server in ambiente Linux. C’è una leggera differenza nella configurazione tra i sistemi basati su Debian e su Red Hat. La differenza verrà mostrata successivamente.

Prima di iniziare, suppongo che abbiate già installato il server Apache sul vostro server linux. Come esercizio, creiamo un host virtuale per il dominio abc.com sul server web Apache.

Fase uno: creare la directory root per il dominio Abc.com
Iniziamo con la creazione di una cartella che conterrà le pagine web per il sito web abc.com. Questa directory è denominata “document root” per il dominio. Seguendo la prassi comune, cerchiamo di organizzare tutte le directory principali del documento in /var/www, e denominarli dopo con i domini corrispondenti. Inoltre, bisogna creare una directory di log dedicato ad abc.com in /var/log.

sudo mkdir /var/www/abc.com
$ sudo mkdir /var/log/apache2/abc.com (Debian, Ubuntu, Mint)
$ sudo mkdir /var/log/httpd/abc.com (Fedora, CentOS, RHEL)

Adesso andremo a creare una pagina web di test per il dominio
sudo vi /var/www/abc.com/index.html

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Adesso bisogna cambiare la proprietà della cartella di root dell’utente che fa avviare il web server Apache.

Per i sistemi basati su Debian
sudo chown -R www-data:www-data /var/www/abc.com

Per i sistemi basati su Fedora, CentOS, RHEL
sudo chown -R apache:apache /var/www/abc.com

Fase due: creiamo un file host virtuale
Il passo successivo consiste nel creare un file di configurazione dell’host virtuale per abc.com. Il nome di ogni file di configurazione deve terminare con .conf. La posizione più comune dove mettere le configurazioni degli host virtuali è il seguente:

Debian, Ubuntu or Linux Mint: /etc/apache2/sites-available/
Fedora, CentOS or RHEL: /etc/httpd/conf.d
Creiamo ora un file host virtuale per abc.com.

Su Debian, Ubuntu o Linux Mint
sudo vi /etc/apache2/sites-available/abc.com.conf

Su Fedora, CentOS o RHEL
sudo vi /etc/httpd/conf.d/abc.com.conf

Ecco un esempio di file host virtuale.

Su Debian, Ubuntu o Linux Mint:

ServerName abc.com
ServerAlias www.abc.com
ServerAdmin webmaster@abc.com
DocumentRoot /var/www/abc.com
CustomLog /var/log/apache2/abc.com/access.log common
ErrorLog /var/log/apache2/abc.com/error.log

Su Fedora, CentOS o RHEL:

ServerName abc.com
ServerAlias www.abc.com
ServerAdmin webmaster@abc.com
DocumentRoot /var/www/abc.com
CustomLog /var/log/httpd/abc.com/access.log common
ErrorLog /var/log/httpd/abc.com/error.log

Ancora più importante, il campo DocumentRoot deve puntare alla directory principale del documento corretto che abbiamo creato in precedenza. Inoltre, il nome di dominio deve essere specificato sul campo ServerName. Facoltativamente, un nome alternativo può essere specificato sul campo ServerAlias. Utilizzando i campi CustomLog e ErrorLog, è possibile creare i registri di accesso e di errore per questo dominio.

Se si desidera assegnare un indirizzo IP distinto (ad esempio, 172.20.30.41) al dominio, è possibile sostituire con . A seconda del caso d’uso, è possibile personalizzare ulteriormente il file di configurazione con altri campi disponibili in Apache HTTP server.

Solo per i sistemi basati su Debian (Debian, Ubuntu o Mint): dopo aver creato una configurazione dell’host virtuale, è necessario abilitarlo:

sudo a2ensite abc.com.conf
Fase tre: Ricarica del Server Apache HTTP

Una volta creata una nuova configurazione dell’host virtuale, si consiglia di verificare la configurazione della sintassi. Il seguente comando è in grado di rilevare un qualsiasi errore di sintassi nella configurazione.

apache2ctl -t
Su Fedora, CentOS o RHEL:

httpd -t
Se non c’è alcun errore di sintassi nella configurazione, si vedrà come risposta del terminale “Sintax OK”.

Dopo che è stato effettuato il test della sintassi, non dobbiamo dimenticarci di ricaricare Apache HTTP server, in modo che la nuova configurazione abbia effetto:

Su Debian, Ubuntu o Linux Mint:
sudo service apache2 reload

Su Fedora, CentOS o RHEL:
sudo systemctl reload httpd.service

Fase quattro: Regoliamo il firewall
Questo è un passaggio facoltativo, necessario nel caso in cui si esegue un firewall con la DROP policy sul server (ad esempio, nei sistemi basati su Red Hat). Se si è installato ed avviato il firewall, è necessario aprire la porta HTTP utilizzata dall’host virtuale.

Se si utilizza iptables:

sudo iptables -A INPUT -p tcp -m tcp –dport 80 -j ACCEPT
$ sudo /etc/init.d/iptables save
Se usiamo, invece, FirewallD:

sudo firewall-cmd –permanent –zone=public –add-service=http
$ sudo firewall-cmd –reload
Fase cinque: Configurazione dei DNS per l’host virtuale

Infine, è necessario puntare abc.com all’indirizzo IP del server web. Questo può essere fatto con l’aggiunta di un record DNS corrispondente per il server DNS del soggetto che distribuisce l’indirizzo IP. Il passo effettivo varia da chi distribuisce l’indirizzo IP. Se si ottiene un indirizzo IP da una società di VPS, l’azienda dovrebbe fornire un modo per registrare “un record” per il dominio a cui viene assegnato il vostro VPS.

Se si desidera testare semplicemente un nuovo host virtuale senza creare un record DNS per abc.com, un semplice modo è quello di aggiungere domain-to-IP mapping a /etc/hosts.

Vale a dire, che se si desidera far accedere un computer ad abc.com bisogna aggiungere la seguente riga al file /etc/hosts:

abc.com
Questo essenzialmente farà pensare al computer configurato che abc.com esiste, e che sia associato un , senza dover configurare un record DNS pubblico per abc.com.

Ora sul computer client basterà aprire una finestra del browser Web, e andare sul sito http://abc.com. Se tutto funziona, questo vi indirizzerà alla pagina di test per abc.com che abbiamo creato in precedenza.

Conclusione
In questo tutorial, vi ho mostrato la procedura passo-passo per creare e abilitare un host virtuale su Apache HTTP server. Si può facilmente ripetere il processo per tutti i domini che si desiderano. Come si può vedere, l’hosting virtuale è una caratteristica piuttosto attraente, e vi dà la possibilità di ospitare più domini contemporaneamente personalizzandoli per ogni singolo server web.

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