Come Realizzare un’Apertura in un Muro di Mattoni

I lavori per rendere più bella la vostra casa possono comportare la demolizione di opere murarie, così come la loro costruzione. Uno tra i primi lavori in muratura che potrete progettare e realizzare potrebbe essere quello di realizzare un’apertura nel muro, che vi potrà servire come portavivande fra la cucina e angolo pranzo.

Occorrente
Riga
Livella
Mazzuolo
Scalpello piatto
Filo a piombo
1 architrave
Malta cementizia

Segnate le dimensioni dell’apertura che volete praticare, usando una riga e una livella a bolla per controllare l’orizzontalità. Prima togliete l’intonaco con mazzuolo e scalpello piatto in modo da mettere in vista i mattoni incominciando dal centro. Date dei colpi di mazzuolo e tenete ben saldo lo scalpello in modo da tagliare nettamente l’intonaco.

A questo punto saranno in vista abbastanza mattoni per stabilire se la linea segnata combacia con una linea di malta fra i mattoni. Misurate adesso la distanza fra una linea di unione dei mattoni ed il margine segnato. Spostate il margine se non corrisponde ad una linea di giunzione verticale o orizzontale. Se la linea segnata corrisponde a quella di giunzione controllate con il filo a piombo che sia perpendicolare e contemporaneamente che l’apertura sia squadrata.

Segnate la posizione dell’architrave direttamente sopra la linea superiore dell’apertura. Anche in questo caso usate una livella a bolla per controllarne l’orizzontalità. Usando il mazzuolo conficcate la subbia nella giunzione verticale dei mattoni al centro dell’area da bucare, in modo da allentare la malta che li teneva uniti.

Quando avete asportato tutta la malta attorno ad un mattone, cercate di estrarlo; se non si muove, rompetelo con lo scalpello. Asportate qualche altro mattone allo stesso modo, e togliete l’intonaco rimanente in modo da mettere in vista tutti i mattoni. Usando mazzuolo e scalpello, rimuovete tutti i mattoni nella parte superiore dell’apertura, in modo da potervi inserire l’architrave prima di procedere nel lavoro.

Dopo avere controllato con la livella l’orizzontalità, riempite di malta l’apertura per l’architrave, e quindi ponetevi l’architrave al suo interno. Una volta che la malta ha fatto presa potrete completare il lavoro, rimuovendo anche i mattoni rimanenti. Con la stessa malta utilizzata per fissare l’architrave, riempite le fessure attorno ad esso. Spingete bene la malta con il bordo della cazzuola. L’apertura è terminata e pronta per essere rifinita nella maniera che volete, però prima attendete che la malta asciughi almeno per un giorno.

Come Pulire e Cucinare il Granchio in Casa

Di solito i granchi vengono venduti già cotti e conditi dalle pescherie, ma si trovano anche freschi. Attenzione: acquista granchi solo in pescherie serie, consumali lo stesso giorno dell’acquisto e scegli granchi di dimensioni intermedie e maschi: li puoi riconoscere girandoli sul dorso e osserva l’ala addominale: i maschi ce l’hanno piccolissima e a punta. Non farti tentare dal prendere granchi molto grandi o molto piccoli perché i primi hanno la polpa a fibra grossa difficile da cucinare e i secondi non hanno tanta carne.

Le parti commestibili sono la polpa bianca e friabile e quella tenera e cremosa dal sapore più intenso. Il colore varia a seconda del luogo di allevamento. Fai bollire dell’acqua o del brodo di pesce, immergici il granchio intero e fai bollire (di solito per un granchio di 500 gr ci vogliono 5/6 minuti).
Dopo averlo sfaldato devi coprirlo e lasciarlo raffreddare. Posiziona il granchio sul dorso e rimuovi le chele frontali. Le zampe si devono afferrare saldamente una alla volta e svitarle con un movimento agile e deciso in direzione opposta a quella in cui sono orientate.

Solleva l’addome, staccandolo con l’aiuto di un coltello, e piegalo indietro fino a spezzalo. Con l’estremità dell’addome verso l’alto e la parte superiore del guscio verso di te, tieni il granchio in verticale. Tieni saldo il granchio con entrambe le mani, posiziona i pollici al centro del corpo dove è stato strappato l’addome e spingi le branchie in fuori facendole uscire dalla parte superiore del guscio.

Togli le branchie, i polmoni, la sacca dello stomaco e anche le “dita di morto”(chiamate così per la particolare forma) e tutto ciò che ci è attaccato. Con un cucchiaio raccogli la polpa cremosa e conservala. Adagia il guscio pieno su un tagliere e taglia in parti con un coltello da cucina. Estrai la polpa bianca aiutandoti con un coltellino e metti tutto in una ciotola. Rompi con uno schiaccianoci le chele facendo attenzione a non danneggiare la polpa. Estrai la polpa delle chele e mettila nella ciotola.

Il modo migliore per servirlo è all’interno del suo guscio: Tenendo il guscio vuoto con la parte inferiore verso l’alto, rompi con cura la parte sottile seguendo la curvatura naturale. Lavalo e asciugalo, riempilo con la polpa condita, distribuendo con un cucchiaio la polpa bianca ai lati e quella marrone al centro del guscio. Guarnisci con prezzemolo tritato, formando due strisce ai lati della polpa marrone. Servi con limone, pane integrale e burro.

Come Pulire e Conservare Pennelli

Se usate i pennelli per pitturare, sapete i costi dei pennelli buoni e di conseguenza è importante sapere quale è la manutenzione da effettuare per poterli pulire e conservare ogni volta che terminiamo di usarli. In questa guida ti spiego proprio come procedere.

Prendete l’acquaragia e mettetene un poco dentro un contenitore che sia in vetro o alluminio. Adesso, mettete dentro i pennelli da pulire che avete adoperato con colori acrilici o ad olio. Se i pennelli sono stati adoperati per vernice ad acqua, in questo caso, è sufficiente metterli a bagno nell’acqua tiepida.

Attenzione a non lasciare asciugare la vernice, altrimenti non riuscirete più ad eliminarla. Prima di riporre un pennello, assicuratevi che la setola sia asciutta. Avvolgete il pennello in carta da giornale fermata da un elastico, riponetelo in luogo asciutto e, insieme ai pennelli, mettete delle palline antitarme.

Non lasciate mai un pennello nel liquido, perché la setola potrebbe piegarsi. Se interrompete la verniciatura per qualche minuto, pulite il pennello o mettetelo in una soluzione detergente adatta al tipo di vernice impiegata. Pulite bene i rulli dopo l’uso, asciugateli e avvolgeteli in carta da giornale.

Asciugatrici e Risparmio Energetico

Risulta essere importante evitare, se possibile, l’installazione di asciuga biancheria elettriche, che fanno più che raddoppiare la nostra bolletta energetica per la cura dei panni. Senza contare il costo dell’acquisto. Tra l’altro, non tuti i capi possono essere asciugati in questi apparecchi (guardate il libretto di istruzioni ed etichetta dei capi).

Se ritenete che nel vostro caso sia comunque necessario acquistare un’asciugatrice è preferibile sceglierla di classe A, ottenendo un risparmio notevole sull’elettricità. Un ciclo di asciugatura per 5 Kg di biancheria può utilizzare da 1,5 KWh (circa 0,27 € in modelli di classe A) a 3,5 KWh (0,63 € in modelli di classe C). In generale, i modelli a pompa di calore, come quelli indicati in questa guida, consumano meno rispetto alle asciugatrici con resistenza elettrica.

In ogni caso, utilizzate l’asciugabiancheria solo quando le condizioni ambientali lo richiedono, altrimenti i panni possono facilmente asciugare al sole (o nel locale caldaia, se ne avete uno). Cercate di utilizzarla sempre a pieno carico, per evitare sprechi di energia. Per questo motivo sarebbe opportuno scegliere un’asciugatrice con la stessa capacità della vostra lavatrice. Pulite filtro e vaschetta ad ogni asciugatura.

Se invece non avete l’asciugabiancheria, può essere utile sfruttare la centrifuga della lavatrice, eventualmente ripetendola due volte. La centrifuga riduce l’umidità in eccesso e, quindi, i tempi di asciugatura. Quando stendete i panni, prima scuoteteli con forza e fate attenzione al posizionamento. Meno pieghe si formano, più rapida sarà la stiratura. Potrete così risparmiare tempo e denaro.

Come Utilizzare il Telescopio

Per potere osservare il firmamento, le stelle e i pianeti e tanto altro ancora con il telescopio, occorre avere una minima conoscenza dello strumento e sapere anche dove e cosa puntare. Ci sono vari tipi di telescopi con differente potenzialità di osservazione: esistono i rifrattori od i riflettori.

Dopo avere valutato, verificando nel manuale di acquisto, se si è in possesso di un telescopio rifrattore o riflettore, sarà necessario verificare anche la diottria, ovvero la potenza che può avere la lente per raggiungere anche i corpi celesti più lontani. Provare ad osservare col proprio strumento in dotazione un corpo celeste visibile anche ad occhio nudo, come ad esempio la luna.

Questo perchè, soprattutto agli inizi, non si sa dove puntare esattamente e che cosa puntare, quindi si consiglia di effettuare osservazioni graduali, partendo da quelle più intuitive. Consultando il manuale in dotazione, effettuare la regolazione della diottria per avere un avvicinamento od allontanamento dell’immagine in stato di osservazione.

Durante l’osservazione del corpo celeste preso in considerazione, come ad esempio la luna, provare a restare fermi per un po’: l’osservazione consentirà una valutazione soggettiva che renderà possibile capire come si viaggia veloci nel pianeta in cui viviamo. Provare ad effettuare osservazioni anche di stelle che si possono vedere anche ad occhio nudo e, per osservazioni più specifiche, farsi guidare da manuali appositi che daranno la capacità individuale di sapere come orientare il proprio telescopio.

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